Soppressione Osservatorio Delle Associazioni Di Promozione Sociale

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento EPS ritiene che la soppressione dell’Osservatorio delle Associazioni di Promozione Sociale rappresenti un fatto grave e dannoso.

Grave perché l’Osservatorio è la sede nella quale, con il dialogo fra Società Civile e Governo, si seguono la crescita, le attività, i problemi, i contributi enormi alla vita del Paese che svolgono le Associazioni di Promozione Sociale, categoria della quale l’Associazionismo Sportivo è parte assolutamente rilevante.

Dannoso perché oltre a non produrre apprezzabili risparmi nella spesa pubblica (i membri dell’Osservatorio hanno diritto solo alle spese di viaggio per le riunioni!), riporta importanti funzioni di indirizzo, monitoraggio, sostegno del mondo associativo all’interno di una macchina burocratica ministeriale altrettanto indebolita.

Altro che sussidiarietà, si ritorna al peggior centralismo dello Stato.

Ci appelliamo alle forze politiche perché il Parlamento respinga questa proposta e ripristini l’Osservatorio dell’Associazionismo e del Volontariato, senza oneri per lo Stato.

Il Coordinamento degli EPS chiede alle forze politiche in Parlamento che si modifichi il Testo dell’art. 4 del Decreto Legge 95/2012 (Spending Review)

I Commi 6-7-8 in particolare, se approvati, impedirebbero qualsiasi rapporto convenzionale diretto fra qualsiasi livello istituzionale e qualsiasi Associazione del Terzo Settore.

Una versione così radicale ed ideologica della concorrenza e del mercato distruggerebbe così tutte le attività, comprese quelle gratuite e volontarie, che i cittadini associandosi organizzano in campo sociale, sportivo, culturale. Rispondendo ai bisogni delle persone, soprattutto dei più deboli, su tutto il territorio nazionale.

Fra l’altro non c’è risparmio su questo provvedimento, anzi affidarsi alla concorrenza e al mercato privato su tutti i servizi e attività sociali e di cura, escludendo le risorse del volontariato e dell’associazionismo non fa che aumentare e rendere più inefficiente la spesa pubblica.

L’attività sportiva di base è fatta da più di centomila associazioni sportive diffuse e radicate sul territorio, che quasi sempre agiscono in piccoli impianti pubblici.

Le vogliamo espellere? E chi organizzerà l’attività motoria e sportiva per i ragazzi, gli anziani, i dilettanti e gli amatori?

Ci appelliamo al Parlamento perché scongiuri una proposta che appare improvvisata e priva di senso, e ripristini un quadro di rapporti fra pubblico e privato sociale basato sulla sussidiarietà e la collaborazione.

ACSI

AICS

ASI

CNS LIBERTAS

CSAIN

CSEN

CSI

MSP

OPES

PGS

UISP

US ACLI

AICS – DIREZIONE NAZIONALE
Ufficio Stampa
Via Barberini 68 – 00187 – Roma
06/42039432
www.aics.infodn@aics.info

TI POTREBBE INTERESSARE